“Quello che sta accadendo da mesi in questo giornale, le emarginazioni di molti colleghi, i doppi e tripli incarichi di altri, le ripetute promozioni e le ricompense elargite sotto forma di conduzioni e rubriche sono il frutto di una deregulation che viene da lontano ma che si è ulteriormente inasprita e che a mio parere non promette nulla di buono per il futuro“: con tono pacato e nel modo più aziendale possibile, ovvero senza parlare con altri come era stato rimproverato alla Busi, Tiziana Ferrario entra nelle polemiche sulla conduzione del Tg1 attaccando, senza mai nominarlo, il direttore Augusto Minzolini.
PERDITA DI CREDIBILITA’ - La Ferrario, appena sollevata dall’incarico della conduzione del tg delle 20, il più prestigioso dei ruoli del telegiornale, ha visto arrivare al suo posto Francesco Giorgino. A differenza della Busi, non ha scelto di lamentarsi pubblicamente ma ha attaccato nella bacheca di redazione una lunga lettera che, riporta Repubblica, dove parla esplicitamente di “perdita di credibilità” del tg: “Da mesi siamo sui giornali, sotto pressione non certo per gli scoop (non li vedo da tanto tempo) ma per le polemiche che ci rispondono“, scrive ancora la Ferrario, che poi dice che quando si va a guardare in quale fascia di età si stanno recuperando ascolti, è cattivo segno: è sotto gli occhi di tutti, dice, che il Tg è sotto il 30% di share, una soglia che prima veniva vista come uno spauracchio.
TG1 PATRIMONIO DI TUTTI – “Il tg1 era un patrimonio di tutti“, conclude la Ferrario, e non solo di alcuni giornalisti che vorrebbero appropriarsene facendo fuori professionalmente gli altri. E qui la memoria non può non tornare alle assunzioni effettuate da Minzolini durante la direzione e alle carriere “facili” di alcuni dei beneficiati. Che oggi non replicheranno, probabilmente, mentre dalla direzione e dall’azienda ci si aspetta l’ennesima replica rabbiosa.
fonte: Giornalettismo