Mercoledì 24 Febbraio 2010 16:14
RICICLAGGIO: Cade una testa in Campidoglio, si dimette Andrini
L'inchiesta sul maxi-riciclaggio che ha investito Scaglia e Di Girolamo miete le sue prime vittime anche in Campidoglio. Oggi si è dimesso Stefano Andrini, amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali. Andrini, secondo quanto scritto dai magistrati della procura di Roma, ha fatto parte della truffa che ha portato alla richiesta di arresto del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, accusato di aver comprato voti della 'ndrangheta in Germania. Per essere eletto all'estero di Girolamo doveva essere residente non Italia e, sempre secondo l'accusa, ad acquisire la residenza fasulla lo aiutò una vecchia conoscenza della destra romana, Stefano Andrini.
Il nome di Andrini, proprio qualche mese fa, al momento della nomina ad Ad di Ama, sollevò molte polemiche proprio per il suo passato di esponente di gruppi dell'estrema destra: nell'89, infatti, fu accusato e condannato per lesioni aggravate ai danni di due ragazzi davanti al cinema Capranica di Roma.
Così Andrini oggi si è autosospeso. "Ho deciso di autosospendermi dal ruolo di amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali per senso di responsabilità istituzionale nei confronti dell'azienda e del Comune di Roma, e per evitare che la mia vicenda venga strumentalizzata per motivi politici. Intendo ribadire, tuttavia, la mia totale estraneità alla vicenda Di Girolamo tanto che, a quanto ho appreso, non risulto neppure iscritto nel registro degli indagati" ha scritto in una nota il dimissionario.
Nell'ordinanza che ha portato ieri all'arresto di Gennaro Mokbel ed altre 55 persone, il giudice scrive che Andrini, "quale istigatore e Di Girolamo quale esecutore materiale, hanno determinato un numero rilevante di elettori ad esprimere la propria preferenza per un candidato che, non avendone i requisiti, non poteva essere validamente proclamato eletto e conseguentemente non può esercitare il mandato elettorale conferitogli con il voto".
fonte: il salvagente