Giovedì 25 Marzo 2010 11:31
PROSPERINI 'Camel, Barcheta e Tangenti' TENTA IL SUICIDIO
Pier Gianni Prosperini, l'ex assessore regionale lombardo agli arresti domiciliari per una vicenda di tangenti, ha tentato il suicidio nella propria abitazione milanese in corso Garibaldi, stamattina intorno alle 8, ferendosi ai polsi e alle gambe con un tagliacarte. La moglie se ne è accorta e ha chiesto l'intervento del 118: l'esponente del Pdl è stato trasportato in codice verde all'ospedale San Carlo e non è in pericolo di vita.
I messaggi a moglie e figlia. Secondo quanto riferito dalla polizia, intervenuta dopo essere stata allertata dal 118, l'ex assessore regionale stava scrivendo delle lettere indirizzate alla figlia e alla moglie il cui contenuto non è ancora noto. Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di un gesto dimostrativo. Sono in corso gli accertamenti per capire la dinamica e la volontà dell'uomo.
Le tangenti. Prosperini aveva lasciato il carcere di Voghera il 17 marzo scorso dopo aver raggiunto un accordo con la Procura per un patteggiamento a due anni e dieci mesi di reclusione e il risarcimento di 150mila euro. L'ex assessore regionale al turismo era stato arrestato il 16 dicembre dello scorso anno insieme col patron del gruppo Profit-Odeon Tv, Raimondo Lagostena, e il consulente pubblicitario Massimo Saini. Secondo l'accusa, l'ex assessore avrebbe ricevuto una tangente da 230mila euro per fare aggiudicare al gruppo televisivo di Lagostena un appalto per trasmissioni sul turismo regionale di oltre 7 milioni di euro.
I debiti. Al centro delle indagini c'è anche una vicenda di debiti pregressi, maturati da Prosperini con le emittenti Telelombardia e Telecity per circa 200mila euro, e poi abbuonati al politico ricorrendo al sistema di gonfiare le fatturazioni per le trasmissioni in cui era pubblicizzata la Bit 2008 (Borsa internazionale per il turismo). Debiti non riconducibili alla Regione Lombardia, ma pagati dall'ente di cui Prosperini era assessore quando è finito in carcere.
Gli affari in Eritrea. Prosperini è anche indagato a piede libero per corruzione internazionale in uno stralcio dell'inchiesta dei pm Alfredo Robledo e Paolo Storari poiché avrebbe mediato in una compravendita di pescherecchi col governo eritreo incassando circa 800 mila euro. Il nome dell'ex assessore regionale compare anche nelle carte dell'inchiesta del procuratore aggiunto Armando Spataro su un traffico d'armi dall'Italia all'Iran.
Il segretario spallone. Il giorno prima della scarcerazione era stato arrestato con l'accusa di riciclaggio anche Jonatha Soletti, segretario di Prosperini. Avrebbe tentato di far sparire 800mila euro dopo essersi recato in Svizzera in un istituto di credito dove erano depositati i soldi. La Procura sta indagando per accertare se la somma di denaro è riconducibile all'ex assessore regionale.
fonte: Repubblica