Lunedì 23 Novembre 2009 21:15
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PAUSA PRANZO UN DANNO PER IL LAVORO: Ministro Rotondi "Ritualita' che blocca tutta l'Italia"

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pausa_pranzo
ROMA - "La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia": ha provocato non poche polemiche questa frase di Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo, a 'KlausCondicio'. Tanto che il ministro ha dovuto precisare: "Non ho proposto di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera, perché quella è l'ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare".

"Ma Rotondi ha mai lavorato? A furia di frequentare gli amici degli imprenditori anche Rotondi adesso ragiona come loro. Il Pdl ha così poca considerazione dei lavoratori che tutto ciò che è un loro diritto diventa un fastidio. Rotondi capisca che chi blocca l'Italia è il suo Governo e non la pausa pranzo dei lavoratori", afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI.

"Non è vero che i parlamentari non lavorano. Anzi, lavorano tantissimo. Svolgono un'attività un po' particolare che non comprende solo il voto in Aula, ma tanti altri compiti come relazioni politiche e rapporti col territorio", ci tiene a precisare Rotondi.

Rotondi propone di "chiudere la buvette" che "costa troppo e fa ingrassare i parlamentari.Sarebbe interessante capire perché gravi in modo così pesante sul bilancio della Camera - spiega - Si parla di 5 milioni di euro".

Se il ministro Rotondi avesse lavorato in ufficio o in fabbrica saprebbe che la pausa pranzo é ineliminabile, sottolinea il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. "La gente non può lavorare per otto ore senza interruzioni -dice - la pausa pranzo si fa dappertutto".

"La pausa pranzo dove, nei cantieri edili? Nei campi? I lavoratori quando pranzano, lo fanno in maniera molto frugale, quasi sempre un panino o qualcosa del genere. Se Rotondi vuole dare il buon esempio, non vada alla buvette e i lavoratori italiani ne seguiranno l'esempio", commenta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Il paragone con gli altri paesi è fuorviante - continua Bonanni- qui in Italia non ci sono le mense.

"Una nuova teoria economica da fastfood o una antica ricetta della cucina dello sfruttamento?A certe proposte fatte solo allo scopo di non parlare dei problemi reali e concreti del Paese forse sarebbe bene non fare troppa pubblicità poiché si commentano da sole", dice il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni.


fonte: http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/11/23/visualizza_new.html_1620267289.html

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