"Non è vero che i parlamentari non lavorano. Anzi, lavorano tantissimo. Svolgono un'attività un po' particolare che non comprende solo il voto in Aula, ma tanti altri compiti come relazioni politiche e rapporti col territorio", ci tiene a precisare Rotondi.
Rotondi propone di "chiudere la buvette" che "costa troppo e fa ingrassare i parlamentari.Sarebbe interessante capire perché gravi in modo così pesante sul bilancio della Camera - spiega - Si parla di 5 milioni di euro".
Se il ministro Rotondi avesse lavorato in ufficio o in fabbrica saprebbe che la pausa pranzo é ineliminabile, sottolinea il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. "La gente non può lavorare per otto ore senza interruzioni -dice - la pausa pranzo si fa dappertutto".
"La pausa pranzo dove, nei cantieri edili? Nei campi? I lavoratori quando pranzano, lo fanno in maniera molto frugale, quasi sempre un panino o qualcosa del genere. Se Rotondi vuole dare il buon esempio, non vada alla buvette e i lavoratori italiani ne seguiranno l'esempio", commenta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Il paragone con gli altri paesi è fuorviante - continua Bonanni- qui in Italia non ci sono le mense.
"Una nuova teoria economica da fastfood o una antica ricetta della cucina dello sfruttamento?A certe proposte fatte solo allo scopo di non parlare dei problemi reali e concreti del Paese forse sarebbe bene non fare troppa pubblicità poiché si commentano da sole", dice il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni.
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