Torniamo ai TG e vediamo come informano. Prendiamo i dati dell’Authority. Nella settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo 2010 (cioè nel mese antecedente alle elezioni e nel periodo in cui 7 italiani su 10 decide per chi votare) i TG nazionali così informano:
Il Tg1 guidato da Augusto Minzolini ha concesso al Pdl il 30,5% dell’informazione politica. A questo dobbiamo aggiungere il 2,3% della Lega e dunque si sfiora il 33%. Questi dati non contano le apparizioni di premier, ministri, presidenti di Camera e Senato, che tutti insieme arrivano intorno al 23%. Il totale del tempo concesso alla maggioranza più governo è del 56%. L’opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc) vanta invece un misero 18%, con il Partito democratico al 9%.
Nella settimana dall’11 al 27 febbraio 2010, i dati sono ancora più squilibrati: sul Tg1 i rapporti tra maggioranza ed opposizione sono del 69,5 a 18,5%. E anche il confronto tra il Pdl e il Pd è schiacciante: 30,4 a 9%.
Vediamo gli altri TG e riferiamoci solo all’ultima settimana, quella dal 28 febbraio al 6 marzo 2010. Iniziamo dal TG2: il Pdl ha occupato oltre il 33% dello spazio dedicato all’informazione politica mentre il Pd il 12%, con un rapporto totale tra maggioranza e opposizione 59 a 23%.
Il Tg3: dal 28 febbraio al 6 marzo la maggioranza ha preso il 50% dello spazio, il Quirinale il 16 e l’opposizione il 23.
Il Tg4: Pdl 64,9%, Lega 7,1%, Pd 1,7%.
Tg5: 60,9 Pdl contro il 13,4 del Pd.
Studio aperto 57 a 17.
TgCom 71,9 a 17,9. Questo telegiornale viene sottovalutato ma colpisce un target molto particolare insinuandosi tra un tempo ed un altro di un film ed è seguito da un target spesso disinteressato e che ha come unica fonte di informazione e approfondimento, questo TG appunto. Che perlopiù dura un minuto circa. Dà cioè la parvenza di essere informati, dà un’informazione in pillole per chi non ha tempo e voglia di informarsi in altri modi.
Infine. Secondo il rapporto dell’organizzazione internazionale, con sede negli USA, Freedomhouse, l’Italia è l’unico paese europeo, assieme alla Turchia, ad essere considerato partly-free, ovvero parzialmente libero. Questo a causa della sua anomalia mediatica. L’Italia è alla 73 positizione del Global Press Freedom Rankings (Freedom of Press, 2009).
fonte: Massimo Ragnedda