Si riempie Piazza del Popolo, a Roma, per la manifestazione del Pd e dell'Unione.
Siamo tornati infatti a tre anni fa, quando Pd, Cossutta e Diliberto, Pecoraro Scanio e Vendola, Bertinotti e Prodi, la Melandri e Rutelli marciavano uniti verso lo sparpagliamento finale.
Allora come ora l'unico leit-motiv delle sinistre unite era la yetizzazione di Berlusconi, un'operazione resa facile da alcuni limiti oratori di mr. Mediaset (il quale replica sempre allo stesso modo, non usando mai il fioretto).
La yetizzazione del Berlusconi è facile in Italia, unico paese al mondo, esclusi Cuba, Corea del Nord e Cina, dove sopravvive e governa un partito postcomunista (altrove la sinistra è di tradizione socialista o liberal).
Berlusconi ha a sua volta molti difetti, a partire dalla sua incapacità (ma chi ce la può fare?) di limitare lo strapotere delle caste e delle corporazioni (magistrati, stampa, notai, commercialisti...), e di imporre la me
ritocrazia, facendoci uscire dal duplice giogo del diploma, ovvero del "pezzo di carta (finto)" e dell'appoggio di qualche santo in grado di trovarci lavoro (in comune, nell'ufficio competente, nel sindacato...). Per non parlare dell'incapacità di dotarsi di collaboratori capaci.
Così le elezioni regionali sono finite ancora sotto il dominio dei temi ideologici. Berlusconi fa finta di non essere al governo, mentre il PD fa finta di essere sano, come cantava Giorgio Gaber.
Tra una settimana toccherà al Pdl, ma oggi decine di migliaia di militanti di Idv e Pd, delle sinistre e dei movimenti extraparlamentari, non possono pensare di avere un futuro semplicemente puntando l'indice contro il nemico.
Devono capire che ognuno di loro rema in direzioni diverse, non possono far finta di essere tutti Bersani.
FONTE: http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/03/far-finta-di-essere-bersani.html