Martedì 08 Giugno 2010 11:39
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Berlusconi: "Ho detto alla Protezione Civile di non andare per ora in Abruzzo":


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ROMA  - La sovranità non è più nelle mani del popolo ma nelle mani di alcuni pm che attraverso la Corte costituzionale si fanno abrogare alcune leggi". Lo afferma Silvio Berlusconi parlando all'Assemblea di Federalberghi. L'architettura istituzionale italiana é tale per cui il premier "ha pochi poteri" e questo riguarda anche l'iter delle leggi. "Se una legge - dice Berlusconi - non piace ai pm di magistratura democratica vanno alla Corte costituzionale e se la fanno abrogare".

SI ENTRA NELL'INFERNO PER COLPA PM POLITICIZZATI - Dopo un primo giudizio in cui risulti innocente, e già ti sei rovinato la vita, avresti il diritto di non finire di nuovo nel girone infernale dei processi per quel fatto invece capita che i pm ti ci riportino perché con questo mestiere ci guadagnano, perché vogliono dimostrare il loro teorema accusatorio, perché gli stai antipatico o solo per pregiudizio politico. E un cittadino si ritrova nell'inferno e ne ha distrutta la vita per sé e la propria famiglia". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando all'Assemblea di Federalberghi.

DETTO A PROTEZIONE CIVILE NON ANDARE IN ABRUZZO - "Ho detto alla Protezione Civile di non andare per ora in Abruzzo": così il premier, Silvio Berlusconi, dopo l'accusa di mancato allarme per il rischio terremoto avanzato nei confronti della Protezione Civile da parte della magistratura abruzzese. "E questo perché - ha chiarito Berlusconi intervenendo alla Federalberghi - potrebbe avvenire che se uno ha qualche familiare che è morto sotto le macerie ed ha una mente fragile magari gli può venire in mente di sparare".

Nel corso della riunione del Pdl sulla legge sulle intercettazioni c'é stata "una sola astensione, la mia e me ne spiaccio ma il programma del Pdl è vincolante e questa legge non adempie a tutte le promesse". Lo afferma Silvio Berlusconi intervenendo, pri

ma di quanto fosse previsto, all'Assemblea di Federalberghi.
"Lobby di magistrati e giornalisti hanno finora impedito che si arrivasse ad un testo che difende al 100 per cento la nostra privacy, che in una democrazia è uno dei primi contenuti del nostro diritto alla libertà".

RELAZIONE SU DDL APPROVATA ALL'UNANIMITA' - "L'Ufficio di presidenza del Pdl ha approvato all'unanimità la relazione sul ddl intercettazioni. Per quanto riguarda il cosiddetto emendamento "Ghedini" si sta pensando di allungare il termine di proroga delle intercettazioni dalle 48 alle 72 ore". Lo ha detto il presidente del gruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, al termine dell'Ufficio di presidenza del partito.

"Si è anche stabilito - ha aggiunto il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto - che il ddl non verrà assolutamente cambiato alla Camera. Ci potranno essere opinioni dissenzienti su alcuni punti del provvedimento, ma poi, alla fine, anche quella che potrebbe essere la minoranza dovrà uniformarsi al voto della maggioranza che è stato deciso oggi". "Le differenze potranno arricchire il dibattito politico-culturale, ma poi, al momento del voto, si dovrà rispettare quanto deciso oggi dall'Ufficio di presidenza del Pdl". "Per quanto riguarda tutti gli altri emendamenti - ha precisato Gasparri - resta immutato quanto annunciato al vertice dei tecnici al Senato della scorsa settimana. I temi sono quelli, li abbiamo messi nero su bianco e oggi li abbiamo approvati nell'Ufficio di presidenza. Ora dovremmo presentare le nostre proposte di modifica al senato".

BERLUSCONI: OK A TESTO ANCHE SE LO VOLEVO PIU'INCISIVO - Avrei preferito un testo più incisivo per impedire abusi nell'utilizzo delle intercettazioni, ma il compromesso raggiunto dimostra che il Pdl è un partrito democratico in cui le decisioni vengono prese con il contributo di tutti. E' questo il giudizio che Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da diversi presenti, ha dato nel corso dell'Ufficio di Presidenza al testo sulle intercettazioni. Il premier ha comunque sottolineato che si tratta di un passo importante verso una migliore regolamentazione dello strumento di indagine.

"Il ddl intercettazioni sarà sottoposto al voto in Senato e successivamente alla Camera, dove però, visto che il testo è stato lungamente esaminato, non si faranno ulteriori modifiche. E' questo il ragionamento che Silvio Berlusconi, secondo alcuni presenti, ha fatto nel corso della riunione di questa mattina a Palazzo Grazioli introducendo l'argomento e 'blindando' di fatto il testo che uscirà da Palazzo Madama.

GASPARRI, EDITORI? REATO GRAVE ALTE SANZIONI - "Abbiamo previsto sanzioni più alte per gli editori visto che abbiamo introdotto una fattispecie di reato più grave". Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, spiega così l'emendamento che presenterà oggi il relatore Roberto Centaro al Senato che prevede nuove sanzioni per gli editori. "Gli editori - aggiunge Gasparri - dovranno rispondere anche del fatto di pubblicare intercettazioni di cui è stata ordinata la distruzione. Siccome la fattispecie è più grave di quella già prevista, anche le sanzioni dovranno essere maggiori". Nella bozza di emendamento alla quale stava lavorando ieri Centaro si prevedeva il pagamento da un minimo di 100 ad un massimo di 300 quote per l'editore la cui testata aveva pubblicato intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione. Ogni quota, in base alla legge esistente, può valere da un minimo di 258 euro a un massimo di circa 1.500. Quindi, nella sua pena massima, l'editore sarà costretto a pagare fino a oltre 450 mila euro.

VIESPOLI,CI SONO PASSI AVANTI POSITIVI - "L'esame degli emendamenti conferma alcuni passi avanti soprattutto in tema di intercettazioni ambientali, ricusazione e astensione. Positiva è la volontà di superare il limite rigido dei settantacinque giorni anche se le modalità indicate necessitano di un'ulteriore riflessione per evitare un impatto negativo sull'organizzazione giudiziaria". Lo afferma in una nota il senatore finiano e sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli.

STRETTA SU EDITORI
di Anna Laura Bussa

ROMA - Sul ddl intercettazioni gli editori potrebbero essere chiamati a rispondere anche penalmente. In uno degli emendamenti che ancora si stanno finendo di limare al Ministero della Giustizia si prevede, infatti, che gli editori diventino punibili per la pubblicazione di intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione. Per loro si sta parlando di un pagamento tra le 100 e le 300 quote: il che significa una somma complessiva, nel massimo, di oltre 450 mila euro. Resterebbe invece ridotta tra le 100 e le 150 quote la sanzione che dovrebbero versare nel caso in cui si tratti di intercettazioni coperte da segreto o comunque pubblicate prima della conclusione delle indagini preliminari. In vista dell'incontro di oggi, quando la maggioranza si confronterà sulle Intercettazioni nell' ufficio di presidenza del Pdl, ieri il relatore del testo Roberto Centaro ha lavorato per quasi tutto il giorno con gli altri 'tecnici' della Giustizia per mettere a punto circa nove proposte di modifica che accolgano buona parte delle perplessità del Quirinale e dei finiani. In sostanza, si è cercato di mettere nero su bianco tutti quei principi emersi dall'ultimo vertice al Senato con il Guardasigilli Angelino Alfano della settimana scorsa.

Tra gli argomenti su cui si sta ragionando c'é anche il cosiddetto 'emendamento Ghedini' e cioé la possibilità di prorogare di 48 ore in 48 ore il tetto massimo fissato per la durata delle intercettazioni: 75 giorni. Nella bozza di emendamento che si sta mettendo a punto si prevede la possibilità di chiedere proroghe di 48 ore in 48 ore solo nei casi in cui si possano acquisire "elementi fondamentali per l'accertamento del reato per cui si procede" o se si ravvisa la possibilità di poter impedire che venga commesso un altro reato che risulti però sempre intercettabile. In questi casi la proroga potrà essere disposta direttamente dal Pm, ma il Gip collegiale del Tribunale distrettuale del capoluogo dovrà convalidarla dopo esserne stato informato non oltre le 24 ore. Questo, secondo quanto si apprende, sarebbe uno dei nodi ancora da sciogliere. Per quanto riguarda la norma che esclude l'arresto obbligatorio in flagranza per gli atti sessuali con minori, nei casi di lieve entità, il principio sembra confermato. Verrebbe solo riscritto tecnicamente in modo più preciso per far capire che siccome l'arresto facoltativo è previsto anche per i casi più lievi di violenza sessuale non si capisce perché non si possa prevedere la stessa cosa per gli atti sessuali con minori.

Si è trovata una soluzione anche per le intercettazioni ambientali che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha definito un "buon accordo": le cimici si potranno applicare, purché non in luoghi di privata dimora, anche se non si ha la certezza che nel luogo che si vuole controllare si stia svolgendo un reato. La riunione annunciata tra finiani e berlusconiani per fare il punto sul ddl non c'e stata, ma si sa che numerosi sono stati i contatti telefonici. I finiani fanno sapere che se gli emendamenti resteranno quelli annunciati dai vertici del gruppo Pdl al Senato non ci saranno grosse obiezioni da fare. Il Pd continua a esprimere un giudizio negativo sul testo, come sottolinea il responsabile Giustizia del partito Andrea Orlando, mentre Emma Bonino accusa il centrodestra di legiferare sulla materia "in modo demenziale".

Oggi, comunque, per il ddl intercettazioni sarà senz'altro il giorno della verità: dopo l'Ufficio di presidenza del Pdl, si riunirà la commissione Giustizia per votare i due emendamenti accantonati la scorsa settimana (norma transitoria e atti sessuali con minori). E per il pomeriggio è convocata l'Aula. Secondo quanto si apprende il presidente di Palazzo Madama Renato Schifani dovrebbe dare tempo per presentare subemendamenti ai nuovi emendamenti del relatore Centaro e non si esclude che anche l'esame delle ulteriori proposte di modifica possa tornare di nuovo in Commissione. "Quello che auspichiamo - conclude il presidente della Commissione Giustizia Filippo Berselli - è che giovedì si arrivi al voto in Aula".

 

FONTE:http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/06/07/visualizza_new.html_1819921768.html


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