Quindi un duro il giudizio sulla Consulta: "11 componenti su 15 appartengono alla sinistra", anche perche' cinque "li nomina il Presidente della Repubblica e abbiamo avuto purtroppo tre Presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra. La Corte si e' trasformata da organo di garanzia in organo politico e abroga le leggi fatte dal Parlamento".
Immediata la nota diffusa da Fini: "E' certamente vero che 'la sovranita' appartiene al popolo', ma il Presidente del Consiglio non puo' dimenticare che esso 'la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione' (art. 1). Ed e' altresi' incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte costituzionale.
E' la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del Governo".
Un distinguo che ha innescato una stizzita reazione del premier: "Non c'e' nulla da chiarire, niente. Sono stanco delle ipocrisie, tutto qua". Quindi l'intervento di Napolitano che, in una nota diffusa dal Quirinale, ha sottolineato come "le espressioni pronunciate dal Presidente del Consiglio" siano state pronunciate "in una importante sede politica internazionale" e le ha definite un "violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana".
Il Capo dello Stato "continua a ritenere" che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l'Italia abbia bisogno di quello "spirito di leale collaborazione" e di quell'impegno di condivisione che pochi giorni fa il Senato ha concordemente auspicato. A fianco del premier si schiera il leader del Carroccio, Umberto Bossi: Berlusconi "e' l'unico che ha le palle ed e' l'unico che non sia molto preoccupato dalla giustizia". Per il segretario Pd, Bersani: "I popolari europei hanno avuto modo di constatare direttamente cos'e' il rischio di populismo". Di Pietro paventa il rischio di un ritorno al fascimo.(AGI) .