A metterlo in risalto è in particolare la Federconsumatori, la quale sottolinea come sia estremamente necessario mettere a punto una riforma che permetta l’immissione in commercio di farmaci monouso e con confezioni conformi all’utilizzo del consumatore. Se infatti, ad esempio, si acquista una confezione di farmaci generici costituita da 20 pasticche, ma al consumatore è stata prescritta l’assunzione di sole 10 pasticche, è chiaro che le altre 10 rappresentano uno spreco ed un costo che al cittadino può essere evitato.
Ma lo stesso vale anche per quei prodotti di più comune utilizzo come ad esempio l’aspirina oppure i farmaci per l’acidità di stomaco, per i quali occorre acquistare confezioni composte da numerose pastiglie quando invece magari il consumatore ha mal di testa o disturbi allo stomaco poche volte nel corso dell’anno.
La Federconsumatori ha stimato che i consumatori italiani con l’entrata in commercio dei farmaci monouso e di quelli in confezioni conformi potrebbero risparmiare ogni anno la bellezza di 600-700 milioni di euro; inoltre, cosa di certo non trascurabile, si eviterebbero sprechi e si garantirebbero risparmi ambientali in materia di smaltimento di farmaci acquistati ma mai consumati per intero che, molto spesso, rimangono per anni “dimenticati” ed abbandonati nelle nostre case.
fonte: VostriSoldi