Il coinvolgimento può riguardare anche i genitori. Spiega Davide Ghirardi responsabile dei progetti educativi di Slow Food:
Si parte dall’analisi di come e cosa si mangia in famiglia per passare poi a comprendere come si riconoscono le produzioni di qualità, come si legge un’etichetta, qual è la stagione giusta per ogni prodotto. In questo modo pensiamo che intorno all’orto possa nascere una verae propria comunità dell’apprendimento, ovvero un luogo dove i vari soggetti attivi – mettendo ognuno a disposizione le proprie competenze – si fanno carico del cambiamento degli stili alimentari.
Partecipare è semplice e batsa contattare o il fiduciario di zona di Slowfood reperendo il nome dal sito, o telefonando allo 0172 419616 o scrivendo una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
fonte: EcoBlog