Lunedì 31 Maggio 2010 09:25
ISRAELE AMMETTE DI AVER UCCISO 9 PACIFISTI
Dopo l'attacco e la strage compiuta questa notte dai soldati israeliani sulle navi della "Freedom Flottilla", cominciano le prime reazioni. Ormai chiara la versione dell'esercito israeliano: è vero che ci sarebbe stata la sparatoria, ma solo per difesa. Infatti, secondo i comunicati ufficiali, quando i soldati hanno compiuto l'abbordaggio, hanno trovato decine di persone armate di coltelli, spranghe ed altre armi improvvisate con cui hanno attaccato i militari. Questi ultimi avrebbero risposto con l'uso di armi non letali, per fermarli. La situazione è degenerata quando uno dei passeggeri della nava attaccata ha messo le mani su un mitra di un soldato, aprendo il fuoco. A quel punto i soldati avrebbero aperto il fuoco, uccidendo 9 persone. "Altro che pacifisti, è stato un tentativo di linciaggio premeditato", ha commentato uno dei sottufficiali presenti all'operazione. Sempre secondo i comunicati israeliani, l'azione è stata decisa quando le navi si sono rifiutate di farsi condurre in un porto israeliano dove scaricare gli aiuti umanitari che portavano, che poi Tel Aviv avrebbe provveduto a trasportare a Gaza.
In realtà, questo è stato un atto di pirateria a tutti gli effetti. Prima di partire da Cipro, dalla Grecia e dalla Turchia, le navi hanno accettato di essere perquisite e controllate dalle autorità locali, quindi non c'erano persone armate a bordo. Ed è difficile pensare che Israele avrebbe effettivamente mandato gli aiuti umanitari a Gaza, visto che impedisce anche a quelli delle Nazioni Unite di entrare. In realtà, questa è solo una versione di comodo che è stata tirata su in fretta e furia per giustificare il massacro.
Un massacro che va al di là di quanto detto dai comunicati ufficiali di Tel Aviv. Infatti, secondo fonti mediche i morti sarebbero 19, e ci sarebbero una cinquantina di feriti, tutti tra i pacifisti presenti sulla nave assaltata, una nave passeggeri battente bandiera turca. Secondo gli israeliani ci sarebbero anche sei soldati feriti, prontamente evacuati. Tra i 700 attivisti ci sono anche tre italiani (secondo altre fonti sono cinque), ma dalle prime indiscrezioni non sembra che nessuno sia rimasto ferito o ucciso. Ma la Farnesina ha aperto un canale solo con le autorità israeliane, che hanno censurato la vicenda e lasciano passare le informazioni col contagocce.
fonte: JulieNews