Ed in Italia?
In Italia il crollo delle quotazioni del mercato immobiliare, la crisi economica ed il collasso di centinaia di migliaia di contratti a termine ed altri posti d precariato creativo vario, senza contare gli 800.000 posti di lavori fissi persi nell'ultimo anno, stanno colpendo pesantemente le famiglie che hanno, tra le tante spese, anche un mutuo da pagare.
Date le prospettive per il futuro, sia in termini di occupazione, che di mercato immobiliare, che di mutui, vi è una elevata possibilità che una famiglia su tre, tra coloro che si accingono a comprare una casa con un mutuo, scenda sotto la soglia di povertà nei prossimi anni.
Questi almeno sono i risultati di un interessante studio riassunto qui, basato sugli ultimi dati dell'osservatorio sul credito al dettaglio che potrete leggere qui.
Se siete lettori fedeli di Crisis ( non lo siete? Pentitevi e cominciate ad esserlo, tze) la cosa non dovrebbe stupirvi.
La nostra posizione la posso riassumere così:
La Crisi immobiliare è qui per restare, al di fuori di momentanee oscillazioni, ed anzi, secondo ogni ragionevolezza, peggiorerà per il combinato disposto di alti costi del credito, numero crescente di alloggi invenduti sul mercato e aumento delle famiglie con seri problemi economici.
Questo fa si che una famiglia che ha contratto un mutuo da poco si trovi stretta in una morsa. Da un lato l'impossibilità di rivendere la casa per recuperare quanto già investito, dall' altro lato il mutuo che la sta strangolando. Purtroppo, finita la sospensiva di un anno stabilita, con diversi limiti tra l'altro, da Tremonti, il problema si ripresenterà. Le famiglie avranno la scelta tra perdere la casa e quanto già investito e ricontrattare il mutuo in termini sicuramente piu' onerosi per loro. Molti, quasi tutti, anzi, ricontratteranno, dando una ulteriore stretta al loro regime di vita. Il tutto in una prospettiva in cui i tassi possono prendere solo una direzione, ovvero verso l'alto.
In alternativa: credete che possa durare ancora per molto una inflazione allo 0.8% all'anno?
Credete che lo Stato possa continuare a regalare il denaro alle banche ai tassi ridicoli attuali, senza in qualche modo riaccendere l'inflazione?
Credete che il prezzo del petrolio possa rimanere stabile ancora a lungo?
Io, almeno su questo ultimo punto, sono quasi sicuro della risposta: no, non può ed anzi si possono fare stime che hanno una certa probabilità di essere corrette, su quale sarà l'andamento dei prezzi nell'anno appena iniziato.
Ve lo dico subito e l'esporrò per esteso in un prossimo post: nessuna buona nuova in vista, nonostante i vaneggiamenti di Maugeri, responsabile della ricerca e sviluppo ENI, che ha appena pubblicato un articolo inverecondo su Le Scienze, anche lui, meritevole di un bell'articolo al Napalm. (Debora, se ci sei batti un colpo...).
I prezzi del barile risaliranno. E strangoleranno la evanescente ripresina che si ostinano a raccontarci in ogni salsa possibile, sperando che esista davvero, una volta evocatala.
FONTE:http://crisis.blogosfere.it/