Martedì 30 Marzo 2010 13:28
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF crea pdf Stampa stampa

PREZZI BENZINA: a Pasqua arriva la stangata, strano.


benzina
''E' maxi-stangata di Pasqua sul fronte dei carburanti'': lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati relativi ai prezzi di  benzina e gasolio, confrontandoli con i listini in vigore lo scorso anno nel periodo di Pasqua. ''Oggi la benzina ha toccato quota  1,419 euro al litro, mentre il gasolio arriva a costare 1,249 euro/litro. Lo scorso anno, in occasione delle vacanze di Pasqua, la  benzina costava mediamente 1,214 euro/litro e il diesel 1,074 euro/litro. Visto che la matematica non e' un'opinione - afferma il  presidente Codacons, Carlo Rienzi - i conti sono presto fatti: chi decidera' di partire per le vacanze di Pasqua, dovra' mettere in conto rispetto allo scorso anno un aggravio di spesa pari a 10,25 euro per un pieno di benzina, e 8,75 euro per un pieno di gasolio. Si tratta di  aumenti stratosferici che peseranno come macigni sulle tasche degli automobilisti - prosegue Rienzi - Ancora una volta l'esodo degli  italiani diventa l'occasione per rincari selvaggi alla pompa, a tutto beneficio delle compagnie petrolifere, dimostrando come nel nostro  paese manchino del tutto strumenti in grado di limitare la crescita fuori misura dei listini, e controllare che l'andamento dei prezzi alla  pompa sia in linea con le quotazioni internazionali del petrolio''.

ADOC: SI SPECULA SU VACANZE, IN UN MESE +6,6% A LITRO

Le vacanze di Pasqua ''rischiano di diventare un incubo per chi parte''. Lo afferma il presidente dell'Adoc, Paolo Pileri, ricordando  che ''un litro di benzina costa il 16,9% in piu' dello scorso anno, per un rincaro di 10 euro a pieno. Solo nell'ultimo mese il prezzo di  un litro di benzina e' aumentato del 6,6%, passando da 1,32 euro ad oltre 1,40 euro di oggi. Le speculazioni sulle vacanze  oramai stanno diventando strutturali, dal 2007 ad oggi a ridosso delle partenze estive il prezzo di benzina e gasolio aumenta in  modo repentino e immotivato''. In compenso - afferma Pileri - si spendera' meno a Pasqua per mangiare alcuni prodotti tipici:  ''dentro l'uovo i consumatori troveranno una bella sorpresa quest'anno - commenta Pileri - i prezzi dei prodotti tipici pasquali,  escluse le carni, sono in ribasso, dopo anni di crescita ininterrotta. Un uovo medio di marca, dal peso di circa 200-250 grammi,  costa infatti il 9,8% in meno che il 2009, una colomba semplice il 7,5% in meno, per una spesa media di 4 euro. In calo anche il  costo della pastiera (-6,2%) e dei carciofi violetti, che registrano un ribasso del 7,7%. Di conseguenza cala la spesa anche per il  pranzo di Pasqua. Una famiglia di quattro persone risparmiera' circa il 2,9% in piu' rispetto al 2009. Un risparmio generato piu' che altro dalle scelte dei consumatori, piu' propensi a spendere meno ma meglio. Uniche note dolenti il rialzo delle carni. Un chilo di  abbacchio costa il 9,4% in piu' dell'anno passato, il salame corallina e' aumentato del 2,7%''. Ma tornando alle 'dolenti note' sul  prezzo degli spostamenti infine Pileri afferma: ''gli automobilisti gia' spendono, mediamente, oltre 2500 euro l'anno solo per i  carburanti, un nuovo e ingiustificato rincaro e' inaccettabile. Crediamo, in questo senso, che sia necessario un taglio di 10 centesimi  sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi''.

 

AGRITURIST: PRESENZE IN CRESCITA DEL 15%

Domanda di agriturismo in crescita con un recupero del 15% rispetto all'anno precedente nel periodo di Pasqua. E' la stima di  Agriturist (Confagricoltura) che dichiara prenotazioni per poco meno di 350 mila presenze (70% sui 197 mila posti letto del settore  per una media di 2,5 giorni), e un fatturato, compresa la ristorazione e i servizi ricreativi e culturali, di circa 60 milioni di euro.  Le  regioni più richieste restano, come lo scorso anno, Toscana, Campania, Lombardia, Lazio e Puglia; ma le vere sorprese della  Pasqua 2010 sono Campania (che si lascia definitivamente alle spalle l'emergenza rifiuti) e Puglia, con un incremento di domanda nell'ordine, rispettivamente, del 25% e del 18%. La crisi continua a farsi sentire in Toscana e Umbria, che sono comunque le  regioni a più alta densità di offerta agrituristica. Fra le province, in evidenza, oltre a quelle campane, Siena e Roma. Per quanto  riguarda la domanda estera, debole il riscontro da Germania (- 9%) e Gran Bretagna (- 21%) mentre crescono gli ospiti  provenienti dalla Francia (+16%).

fonte: Ansa


Commenti