Giovedì 21 Aprile 2011 11:37
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Vittoria da facebook: allontanata la responsabile del negozio Tezenis. Migliaia di persone unite sul web


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Il flashmob è andato a segno e la giustizia che viene da internet, evidentemente, funziona. La storia della responsabile del negozio (in franchising) della catena Tezenis, Vera Emilio, che ha picchiato a sangue una commessa per imporle le dimissioni, ha scatenato in rete un vero putiferio. Poi martedì, la vittoria.

Proprio da facebook è arrivata la comunicazione da parte dell'azienda Calzedonia che comunica di "aver risolto con effetto immediato tutti i suoi contratti con la Emilio Srl. Conseguentemente viene sospesa alla stessa qualsiasi fornitura di beni e servizi."

L'origine del tutto era stato il servizio delle Iene che aveva denunciato il fatto.

Da qui sono fioriti su facebook i gruppi di sostegno a Sara: la pagina "Tutti uniti contro Vera Emilio, difendiamo Sara" conta più di 7 mila "like" e ospita tutt'ora quotidiani sfoghi di rabbia per la vicenda, dibattiti e condivisione di brutte esperienze di prepotenza o sfruttamento nel mondo del lavoro.

Sempre in rete è stato organizzato il flashmob di sabato scorso davanti al negozio, e la diffusione di un volantino per indurre l'azienda a prendere provvedimenti nei confronti della donna. Provvedimenti che sono infine stati presi.

La pagina facebook intanto continua ad essere luogo vivo e attivo: la sensazione è che questo tornado sia in realtà molto di più che l'espressione delle conseguenze di un singolo episodio. La rabbia e la solidarietà che ha accumunato queste persone rivela qualcosa come un'energia accumulata, una forza inespressa, la rabbia di un folto numero di giovani che si sono scontrati con un mondo del lavoro (si parla soprattutto di commessi e camerieri ma non solo) che gli è stato "nemico", che ha cercato di sfruttarli.

"Se ne approfittano pensando che essere giovani e con poca esperienza significhi essere imbecilli" oppure "fosse per me dovrebbero abolire ogni forma di lavoro a tempo determinato, soprattutto i lavori tramite agenzie interinali", o ancora "anni fa ho lavorato in un posto e hanno cercato di non pagarmi", "a 18 anni ho fatto un colloquio in un negozio di intimo e mi hanno proposto 4 settimane di prova non retribuite, in più mi dissero che dovevo arrivare alle 8 per pulire...."

La partecipazione alla storia di Sara è molto di più che semplice solidarietà: è ancora una volta la prova che internet è in grado di portare alla luce voci che altrimenti resterebbero latenti. E di più ancora: dietro al fenomeno si avverte chiaramente una specie di elettrizzazione collettiva e individuale per la scoperta delle possibilità che l'era social consente. Persone che scoprono che possono esprimersi, ma anche agire.

C'è chi scrive: "..in un paese dove tutto va a rotoli vedere che c'è mobilitazione per un' ingiustizia come questa mi rende fiera di essere italiana!". E ancora, il più eloquente di tutti: "...insieme possiamo cambiare le cose".

 

FONTE:http://mondodonna.blogosfere.it/2011/04/vittoria-da-facebook-licenziata-la-responsabile-del-negozio-tezenis-migliaia-di-persone-unite-sul-we.html


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