Domenica 21 Marzo 2010 11:36
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POMPEI: Maestosità e degrado.


pompei
Poco meno di un’ora, tanto dura il viaggio che conduce dalla stoltezza del presente alla grandiosità di un passato troppe volte snobbato e maltrattato da quegli stessi figli che da esso potrebbero trarne lavoro e ricchezza.

La tratta della circumvesuviana che dalla stazione di Napoli Centrale conduce agli scavi di Pompei rappresenta l’ennesimo emblema di tutto quello che il nostro territorio avrebbe potuto essere e che non è mai stato. Carrozze aggredite da murales e rese inservibili dal persistere di lezzi e sporcizia varia trasportano a bordo gente del loco rassegnata e stranieri venuti da ogni parte del mondo basiti e indignati. Dai finestrini si scorge l’azzurro del mare interrotto dal verde lussureggiante della vegetazione  alternarsi  all’arancio sporco della ferraglia arrugginita di vecchi padiglioni che come spaventosi moloch si affacciano spavaldi sui binari.


L’eccelso e il laido fusi assieme in una mistura dove scindere la lordura della stoltezza umana dalla beltà della natura è opera improba oltre che sotto certi aspetti inutile tanto domina la prima sulla seconda.

Arrivati a Pompei, a dividere dall’ingresso degli scavi,  è solo una piccola striscia d’asfalto lunga non più di cento metri, su un lato baretti di fortuna offrono bibite e cibarie varie a buon prezzo, non mancano i souvenir a basso costo. Si avvicina un uomo anziano, il cartellino bene in vista segnala trattarsi di una guida, offre un tour guidato a pagamento <<Quando trattasi di gruppi prendo 160 euro visto che lei è solo vanno bene anche 50>>

Accetto sebbene con qualche tidubanza anche perché mi assicura che dopo emetterà regolare ricevuta. Lo sguardo acquoso e acuto congiuntamente a un vociare mieloso e cantilenante, suscita in me quasi un moto di fastidio, il dubbio di aver dinanzi un imbroglioncello se non proprio un truffatore è un’angoscia che non mi da tregua e che avrà conferma solo nel momento del congedo finale. <<Abbiamo terminato – mi fa l’omuncolo, dopo circa un’ora di cammino a fronte delle due concordate – come pattuito sono 50 euro se poi vuole fare anche un regalino mi fa piacere>>

Nel mentre gli porgo tra l’incredulo e il nauseato il compenso con l’aggiunta di un euro e 50 di mancia, mi porge un tassello di mosaico: <<Lo tenga dottore ma non lo dica a nessuno, non si potrebbe ma… è solo un ricordino>>. Della ricevuta neanche a parlarne mi saluta e si allontana con fredda cordialità.

Ritorno alla stazione rigirandomi tra le mani quel tassello rubato alla storia dell’umanità e venduto per poco più di un euro.

Un mantra ossessivo attraversa con ferocia la mente e contorce l’animo: dov’è il futuro della mia Terra?

fonte: Onda Anomala


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