Domenica 25 Ottobre 2009 10:18
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDF crea pdf Stampa stampa

L’Antitrust multa De Benedetti. Punite Sorgenia e altre 15 società


de_benedetti
Una botta da centinaia di migliaia di euro per la galassia industriale dell’ingegner Carlo De Benedetti. Due multe per complessivi 350mila euro, infatti, sono state decise dall’Antitrust nei confronti di Sorgenia (società riconducibile all’editore del gruppo L’Espresso), per pratiche commerciali scorrette.

Lo sceriffo Antonio Catricalà, peraltro, ha già stangate altre 15 società distributrici del comparto, sostanzialmente per le stesse ragioni. In tutto 4 milioni di sanzioni «Nei settori dell’energia elettrica e del gas - rileva l’Autorità garante della concorrenza e del mercato in una nota - sono state attivate forniture in assenza di contratti sottoscritti o in base a contratti con firme non riconosciute dagli utenti. Ostacolato inoltre il diritto di recesso e sono state fornite informazioni ingannevoli».

È la solita storia. Pur di aumentare il parco clienti, le strategie commerciali passano per metodi scorretti. Trucchetti per far siglare nuovi contratti e gioco sporco per evitare che un consumatore possa cambiare operatore e recedere. I soliti furboni, insomma. L’Authority ha deciso di sanzionare la società nella riunione del 7 ottobre scorso.

L’istruttoria, avviata a seguito di numerose denunce arrivate anche al call center di piazza Verdi, ha accertato che «le due pratiche commerciali sarebbero state attuate attraverso l’attivazione di servizi di fornitura in assenza di contratti sottoscritti o in base a contratti con firme non riconosciute come proprie dagli utenti». Dalla documentazione raccolta dall’Autorità emerge che «in numerose occasioni, Sorgenia ha richiesto ai clienti il pagamento dei servizi di fornitura di energia o gas, pur avendo questi regolarmente esercitato il proprio diritto di recesso.

Non solo. Sempre secondo l’Antitrust, le pratiche commerciali di Sorgenia «sono particolarmente gravi perchè hanno interessato un numero significativo di consumatori». Contente le associazini dei consumatori che chiedono, però, una «normativa seria» sulla class action e auspicano sanzioni più severe "fino al 10% del fatturato».

fonte: http://www.libero-news.it/articles/view/585699

Commenti