Venerdì 09 Aprile 2010 18:08
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Dopo 11 anni, Europa7 avrà le sue frequenze


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Sembrava destinata a non finire più. Invece, in maniera inattesa, l’epopea dell’imprenditore televisivo Francesco Di Stefano sembra essere giunta a degna conclusione. Nella giornata di ieri, infatti, Di Stefano ha siglato un accordo con il viceministro delle comunicazioni  Paolo Romani.

Tale accordo prevede l’assegnazioni di altri canali “integrativi”, disponibili man mano che la digitalizzazione del paese si avvia a compimento.  Tali canali vanno ad aggiungersi all’ottava frequenza in vhf, già assegnata a Di Stefano nel 2008. L’imprenditore da anni era in attesa di ottenere ciò che gli spettava di diritto.

Europa 7,(emittente televisiva fondata da Di Stefano) aveva vinto una gara di appalto per le assegnazioni delle frequenze nazionali già nel lontano ‘99, arrivando complessivamente settima, davanti a Rete4. Nonostante ciò non le furono assegnate le frequenze, occupate negli anni successivi da Rete4, che ha continuato a trasmettere in modo del tutto indisturbato. Solo l’indignazione di Di Stefano è riuscita a smuovere le acque: l’imprenditore televisivo si è infatti appellato prima al Tar, poi al Consiglio di Stato e infine alla Corte di Giustizia europea.
Era stata proprio la Corte di Giustizia europea a condannare lo stato italiano per il mancato rispetto degli accordi presi con Europa 7, e secondo Di Stefano è stata proprio questa la molla che ha spinto il Governo a scendere a patti.

“La soluzione del ‘caso’ Centro Europa 7 – ha affermato Di Stefano – si inserisce nella conclusione della procedura di infrazione aperta dall’Europa nei confronti dell’Italia”.

Una decisione obbligata, insomma, quella di Romano, soprattutto se si considera che per la maggioranza tale situazione doveva risultare piuttosto imbarazzante: le infrazioni a cui era stata sottoposta l’Italia erano infatti dovute al mancato “sfratto” di Rete4, emittente televisiva di proprietà di Silvio Berlusconi, esempio forse fin troppo lampante del famigerato “conflitto di interessi”. Ciò che sorprende è come neanche il governo Prodi abbia fatto nulla per porre riparo a tale situazione.

Nonostante l’enorme soddisfazione di Di Stefano, che ha definito l’accordo un “miracolo”, resta comunque l’amarezza per una questione che ha sottratto un’enorme mole di tempo, denaro ed energie ad Europa7. I danni arrecati a Di Stefano – in conseguenza del mancato rispetto degli accordi da parte dello Stato -  ammontano all’incirca a 3,5 miliardi di lire: il risarcimento invece (gentilmente offerto dallo Stato con i soldi dei contibuenti) è di poco superiore al milione di euro.

“L’accordo arriva dopo 11 anni e non ci consente di fare quello che avremmo potuto fare 10 anni fa”, ha dichiarato amaramente Di Stefano. Ma fa niente: nel Paese dell’approssimazione chi si accontenta gode.

Fonte: Pacific White Wave

 


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