(AGI) - Palermo, 14 set. - Si dice "arrabbiato" e "molto sorpreso", Gaspare Marrone, il capitano del motopesca mazarese "Ariete", due giorni fa crivellato da numerosi colpi mitra esplosi da una motovedetta libica. Ha ancora in testa le scene di quella domenica di follia e paura e non gli vanno giu' le parole del ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Non so perche' il ministro dica queste cose, ma tutto si puo' affermare tranne che sia stato un incidente. Ne' e' possibile sostenere che ci abbiano scambiati per immigrati, per clandestini. Come possono farlo? Era evidente chi fossimo: dei pescatori italiani. Glielo avevo detto prima dell'attacco.
Erano dunque informati. Eppure quelli ci hanno sparato ad altezza d'uomo, hanno sparato per colpirci e potevano ucciderci. Lo ripeto: siamo vivi per puro miracolo. Come era possibile cadere nell'equivoco? Questa storia non sta in piedi". Poi il comandante se la prende con i finanzieri italiani che, come e' stato confermato ufficialmente, erano a bordo della motovedetta: "Se avessimo saputo che c'erano militari italiani ci saremmo fermati, senza tentare la fuga per evitare il sequestro e l'arresto. Invece, la voce che mi ha risposto in perfetto italiano, in quanto evidentemente apparteneva a un italiano, ha negato di esserlo, affermando di essere un libico. Bisogna fare presto chiarezza su tutto questo e dire la verita' fino in fondo". (AGI) .
FONTE:http://www.agi.it/cronaca/notizie/201009141314-ipp-rt10149-comandante_peschereccio_a_maroni_ma_quale_incidentea