"Il vice ministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani - si legge in una nota del ministero -, ha firmato in data 11 dicembre 2010 il decreto in cui viene determinato l'importo per il 2010 del canone di abbonamento Rai. Come per la precedente annualità, l'importo è stato adeguato di 1,50, tenendo conto, ai sensi di legge, dell'inflazione programmata. Per il 2010 il canone è stato quindi determinato in 109 (rispetto ai 107,50 previsti per il 2009)".
CONSIGLIO UTENTI (AGCOM), ERA DA EVITARE - "Assolutamente da evitare l'aumento del canone": lo dice una nota del Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu), organismo dell'Agcom. "Soprattutto a fine 2009 - spiega la nota del Consiglio degli utenti -, anno che ha visto il passaggio al digitale diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini". "Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all'aumento del canone - continua la nota - Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità. Una manovra inopportuna anche considerato il fatto che è stato ridimensionato il Qualitel".
ADUSBEF, PREMIA FAZIOSITA' A SPESE CONTRIBUENTI - L'aumento del canone Rai "che comporterà ulteriori oneri pari a 24 milioni di euro l'anno addossato ai contribuenti, rappresenta un premio alla faziosità elargito dal governo ad un servizio pubblico che dovrebbe arrossire ad ogni edizione di TG per le frottole raccontate in prevalenza sulla situazione economica del paese". E' il commento dell'associazione a difesa dei consumatori Adusbef. "Rarissimi servizi e rare trasmissioni a parte- scrive l'Adusbef - le cronache raccontate dal servizio pubblico pagato con i soldi delle famiglie dovrebbero meritare il Pulitzer della mistificazione e della falsificazione della realtà da parte di una maggioranza di giornalisti che, invece di rispondere ai doveri della deontologia professionale, della obiettività e completezza nel fornire l'informazione, eseguono diligentemente i desiderata del principe di turno". Adusbef, conclude il comunicato, "é scandalizzata ed incredula dal netto peggioramento e dal grave deterioramento del servizio pubblico televisivo, che invece di indagare sulle cause della crisi economica generata dai banchieri ed aggravata da un governo che ha scelto di galleggiare, nasconde ogni giorno il grave disagio sociale con l'obiettivo di non disturbare il manovratore".
fonte: http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/12/21/visualizza_new.html_1648119090.html